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pubblicato: martedì, 28 aprile, 2015

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Ayrton Senna, gli inizi del mito di Formula 1

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Bologna, 1 maggio 1994: all’Ospedale Maggiore moriva Ayrton Senna, uno sportivo immenso e considerato il più forte pilota di Formula 1 mai esistito. Quella assurda domenica di 21 anni fa, in quella maledetta curva Tamburello del circuito di Imola, il grande Ayrton ci salutava per sempre, dopo aver vinto tutto e aver scritto la storia di uno sport affascinante ma pericolosissimo. Abbiamo deciso di ricordarlo raccontando la sua vita, gli inizi, i momenti difficili e le imprese che lo hanno fatto diventare un mito.

Gli inizi

Sfrecciare a 300 all’ora a bordo di una Formula 1 è il sogno di molti bambini, e lo è stato anche di Ayrton, nato a San Paolo il 21 marzo del 1960, da una famiglia che l’ha sempre seguito, dagli inizi fino al suo ultimo sfortunato Gran Premio. La sua carriera comincia, come ogni pilota, da quel duro ma affascinante mondo dei kart e da quei polverosi circuiti fuori città, dove il giovane Ayrton si mette in mostra con una guida a tratti spregiudicata. La sua famiglia vede nel figlio una promessa dell’automobilismo e lo sostiene economicamente nelle sue primissime esperienze anche se, come Senna dirà molti anni dopo, “tutto quello che ho ottenuto dalla vita l’ho guadagnato con l’impegno e il desiderio fortissimo di raggiungere i miei obbiettivi , di vincere, nella vita, non come pilota”.

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L’esordio in Formula 1

Sognare per il pilota brasiliano è sempre stato uno dei principi della vita, e nel 1984, l’anno del suo esordio in Formula 1, accade qualcosa di indescrivibile, sicuramente voluto da quella potente mano divina che ha magistralmente diretto i momenti più importanti della sua vita. Sotto una pioggia torrenziale nel circuito cittadino più famoso al mondo, quello di Monte Carlo, Senna a bordo di una lenta Toleman disputa una gara perfetta, che viene interrotta per le condizioni a dir poco proibitive. Il brasiliano conquista la seconda posizione dietro ad Alain Prost. Piccoli assaggi di un duello d’altri tempi, forse più emozionante di quello a fine degli anni Settanta tra Niky Lauda e James Hunt.

Domani vi racconteremo dell’anno difficile alla Lotus, della prima vittoria in Formula 1 e del primo titolo mondiale.

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