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pubblicato: giovedì, 12 marzo, 2015

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Grecia, ancora violenza e Tsipras minaccia un altro stop al calcio

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Non è servito a nulla lo stop al calcio imposto dal neo premier Alexis Tsipras per fermare la violenza dilagante negli stadi di tutta la Grecia. Nel derby di Atene tra Olympiakos ed AEK, valevole per l’accesso alle semifinali della Coppa nazionale, ancora una volta ha vinto il tifo violento. Ad un giro di lancette dal triplice fischio infatti, il match è stato sospeso a seguito dell’invasione di campo da parte di un gruppo di ultras dell’AEK, a cui ha seguito un fitto lancio di oggetti verso i giocatori dell’Olympiakos. Questo triste episodio potrebbe portare il governo ellenico ad un nuovo, immediato, stop.

Allarme tifo violento

Le premesse per un match vibrante c’erano tutte dopo quello combattuto dell’andata, terminato sul punteggio di 1 ad 1. Dopo settimane di forzato digiuno calcistico imposto da Tsipras, i tifosi greci si aspettavano un po’ di spettacolo in campo senza alcun tipo di interruzione da parte dei violenti, la cui presenza all’Olimpico di Atene era però già stata annunciata da diversi giorni. A scatenare l’inferno, nonostante lo speaker dell’impianto continuasse ad invitare tutti alla calma, è stata un’esultanza esagerata da parte di Franco Jara. L’attaccante argentino dell’Olympiakos, autore al minuto 89 del goal qualificazione, è andato ad esultare proprio sotto la curva dei tifosi dell’AEK i quali, dopo pochissimi secondi, hanno invaso il campo e si sono scontrati con la polizia. Sono anche stati lanciati in campo alcuni razzi, di cui uno ha colpito un membro della panchina dell’Olympiakos. Inevitabile la sospensione da parte del fischietto Charalambos Kalogeropoulos.

Si va verso un altro stop

Il pugno duro di Tsipras contro i tifosi violenti non è finora bastato ad allontanarli dagli stadi. Gli episodi avvenuti all’Olimpico di Atene certificano lo stato di emergenza in cui versa il calcio greco, dove la violenza continua a vincere e ad imporsi con tutta la sua forza. I quotidiani greci parlano di un’altra, clamorosa, sospensione dei campionati.

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