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pubblicato: martedì, 10 novembre, 2015

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La Favola del Leicester: la scrive Claudio Ranieri.

Claudio Ranieri_ Leicester

Claudio Ranieri, l’allenatore dei secondi posti, finalmente dopo tanti anni di carriera, che lo hanno visto vincere una coppa Italia con la Fiorentina, una coppa del Re e una Supercoppa Europea con il Valencia, per una notte è stato primo in classifica con la sua nuova squadra: i Foxes del Leicester City, anche se a pari punti con due corazzate del campionato inglese, il City di Pellegrini e l’Arsenal di Wenger. Due squadre, che con il loro fatturato, potrebbero acquistare ben 5 squadre come quella di Ranieri.

Inizialmente accolto con molta diffidenza oltremanica, l’allenatore romano, ha saputo far ricredere la stampa inglese che ora, invece, inizia a riconoscere i giusti meriti a Ranieri in questa favola chiamata Foxes. Grazie ad un giranieri 2usto mix tra mentalità di gioco tipica del calcio inglese e tatticismo all’italiana, Ranieri, ha dato origine ad una squadra molto forte e sicura dei propri mezzi. Se a questo mix si aggiunge un grande bomber come Jamie Vardy, che ha già siglato ben 12 reti in campionato, di cui 9 consecutive ed è prossimo al record che fu di Van Nistelrooy di 10 reti in altrettanti match consecutivi, il gioco è fatto.

 

Il suo ritorno in Premier League, avrà avuto un sapore piacevole per Mourinho, inizialmente. Suo acerrimo nemico fin dai tempi in cui il portoghese prese il suo posto come manager dei Blues del Chelsea. Si possono ricordare, infatti, numerose dichiarazioni di Mourinho contro il tecnico italiano. “Ho studiato italiano 5 ore al giorno per molti mesi al fine di poter comunicare alla perfezione con voi, la squadra e i tifosi. Ranieri è stato in Inghilterra per 5 anni ed ancora faceva fatica a dire Buongiorno e Buonasera” – “La noia di Ranieri? Che cos’è la noia di Ranieri? Ho studiato e conosco mourinhosolo La Nausea di Jean-Paul Sartre, premio Nobel ma anche appassionato di calcio”, oppure quando prendendosi gioco dell’età di Ranieri dichiarò, “Ha quasi 70 anni e ha vinto una supercoppa e qualche piccola altra coppa. È troppo vecchio per cambiare mentalità”.

Sicuramente, dopo questo avvio di stagione del Chelsea di Mourinho, il tecnico italiano avrebbe potuto togliersi qualche sassolino dalla scarpa, ma il suo aplomb lo ha sempre contraddistinto. Allora non ci resta che goderci questo grande spettacolo al di là del “Big Bang”.

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