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pubblicato: lunedì, 30 marzo, 2015

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La prima gioia di Vettel: Ferrari is back, ma non montiamoci la testa

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Dopo quasi due anni una Ferrari è finalmente salita sul gradino più alto del podio. Sebastian Vettel, l’erede del mito Michael Schumacher, ha riportato la scuderia di Maranello alla vittoria trionfando in Malesia ed imponendosi sulle strafavorite Mercedes di Lewis Hamilton e Nico Rosberg. In Ferrari, dopo appena due gare, sembra essere tornato il sereno dopo le ultime annate piuttosto grigie a causa di una monoposto totalmente inaffidabile e di un pilota (lo spagnolo Fernando Alonso ora alla McLaren Honda, ndr) che non ha saputo gestire al meglio situazioni al limite della sopportabilità.

Piedi ben saldi per terra

Nonostante la stagione 2015 di Formula 1 sia iniziata nel migliore dei modi per il Cavallino, difficilmente questo sarà l’anno buono. Le Mercedes infatti, sono e restano le monoposto da battere, ed è più facile immaginarsi una battaglia tutta interna alla scuderia tedesca per quel titolo che in Ferrari manca dal 2007, quando a trionfare fu il finlandese Kimi Raikkonen. Sergio Marchionne e Maurizio Arrivabene, i volti nuovi dopo l’era targata Luca Cordero di Montezemolo, non se la sentono proprio di fare proclami e preferiscono concentrarsi sul lavoro. Le cose da fare per riportare la Ferrari sul tetto del mondo sono davvero tante e, come annunciato più e più volte, l’obiettivo di quest’anno sarà ridurre il più possibile il gap con le Mercedes.

Vettel ha già conquistato il cuore dei tifosi

Quanti bocconi amari ha dovuto ingoiare il popolo ferrarista che dal 12 maggio del 2013 (a Barcellona vinse Alonso, ndr), non ha più festeggiato per una vittoria della Rossa. Ora che questo fastidioso digiuno si è interrotto, i tifosi celebrano il loro nuovo eroe venuto da una terra, la Germania, che ha sempre sfornato campioni, l’ultimo dei quali è un’istituzione a Maranello. Vettel ha conquistato il cuore di tutti già dal primo giorno in Ferrari, grazie all’entusiasmo tipico di chi ha coronato il sogno di una vita. Il tedesco, quattro volte campione del mondo con la Red Bull, ha dato una scossa al box che, durante gli ultimi mesi di Alonso, era diventato un inferno a causa di tensioni tra meccanici ed ingegneri.

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