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pubblicato: martedì, 10 marzo, 2015

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Milan, ricordati chi eri

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10 marzo 2015 non è certamente una festa nazionale, né quantomeno una data memorabile per gli sportivi italiani, ma undici anni fa il Milan superava lo Sparta Praga con un perentorio 4-1, nella gara valevole per gli ottavi di finale di Champions League. Abbiamo provato dunque a fare un confronto tra il Milan di undici anni fa e la spenta squadra di questa stagione, che ha racimolato solo dieci punti in dieci partite.

La difesa: da un baluardo ad una rete bucata

La coppia dei centrali NestaMaldini, sarebbe ostica per qualsiasi big del calcio nostrano, mentre l’inedita difesa formata da Paletta e Mexes non darebbe alcuna garanzia di sicurezza per una squadra che ormai da troppi anni manca all’appello delle grandi d’Europa. Senza storia anche la sfida tra Cafu e Bonera, mentre sicuramente più equilibrato è il confronto tra Pancaro ed Antonelli, visto che il terzino ex Genoa sembra l’uomo giusto della retroguardia rossonera.

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Centrocampo: la geometria di Pirlo e la staticità di Muntari

La monotonia del gioco espresso dal Milan si discosta profondamente dalla geometria e dall’armonia che i rossoneri esprimevano solamente undici anni fa. Pirlo infatti illuminava le serate di Champions, mentre Muntari si è conquistato l’’affetto’ del pubblico milanese a suon di fischi. Bonaventura invece, è sembrato fino a questo momento l’uomo in più per Inzaghi, ma certamente la sua carriera si discosta anni luce da quella di Seedorf, che nel 2004, a soli 28 anni, aveva vinto già tre Champions.

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L’attacco di una volta: Kakà, il fuoriclasse indiscusso, e il letale Inzaghi

Un attacco che farebbe sognare ancora i tifosi rossoneri: Shevchenko, Kakà, Inzaghi, che quel giorno avevano demolito la difesa dello Sparta Praga. Kakà illuminava, Shevchenko e Inzaghi finalizzavano: questa era la grande macchina del Milan di inizio millennio. Il Menez di oggi invece, illumina solamente se stesso, mentre sia Destro che Cerci faticano a trovare il gol con regolarità.

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Per i tifosi del Milan ora non resta che rifugiarsi nel passato, nella speranza che un giorno i rossoneri possano ritornare ai livelli che li competono.

Giacomo Colaprice

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