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pubblicato: sabato, 19 marzo, 2016

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Napoli-Genoa, Sarri è polemico: “Lega ci penalizza”

Sarri Napoli Genoa

La Serie A è entrata nel suo momento decisivo. Sarri lo sa bene. La Juve, uscita dalla Champions, punta tutto su scudetto e Coppa Italia. Il Napoli continua a sognare il tricolore. Non ha mai smesso di farlo. Domenica alle 18, sulla strada degli azzurri, ci sarà il Genoa di Gasperini. Ma i pensieri dell’allenatore partenopeo sono tutt’altro che tecnico-tattici.

“Giochiamo dopo i bianconeri? Lo spezzatino non piace, è antisportivo. La contemporaneità sarebbe l’ideale. La cosa che mi fa arrabbiare è che ci sono due orari in cui non vorrei mai giocare, alle 18.00 e alle 12.30, e la Lega ci ha piazzato due gare una in penombra e l’altra a pranzo”. Queste le sue parole nella conferenza della vigilia.

Il suo Napoli deve ricominciare a correre per continuare a sognare. Il San Paolo, come sempre, può essere la marcia in più: “Il nostro stadio conta, si respira sempre un’atmosfera straordinaria. C’è una unione forte con la gente, c’è sintonia”.

Nella sua mente, ancora la partita del Ferraris contro il Grifone: “Contro il Genoa all’andata fu una partita molto sporca, ci concessero poco anche se c’era un rigore per noi che vide tutto lo stadio”. Imparare dagli errori per non ripeterli, questo il mantra di Sarri: “Domani ci vorrà grande cattiveria mentale per batterli”.

E sul sogno scudetto: “Il tricolore? Mi dà gusto questo finale di campionato, noi ci dobbiamo meritare il fatto di non avete rimpianti a fine stagione. Dobbiamo pensare alle nostre partite e non ci interessa come sia uscita la Juve dalla Champions. Piuttosto, continuiamo a divertirci e a sognare”.

La certezza azzurra si chiama Gonzalo Higuain: “Sta bene, ieri ha fatto allenamento con la squadra. Era solo una contusione, ha completamente recuperato”. Le ipotesi, riguardano due centrocampisti: Jorgihno, in odore di Nazionale; e Grassi, che di azzurro potrebbe vestire in futuro. Le parole di Sarri: “Jorginho in Nazionale? Sono contento di ciò che sta facendo, poi decide Conte se chiamarlo o meno. A me non interessa. A Grassi, invece, non possiamo dare troppe responsabilità. Nel giro di due anni sarà tra i centrocampisti più forti in circolazione”.

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