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pubblicato: mercoledì, 17 giugno, 2015

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Nazionale, il bilancio della stagione di Conte

Conte_Chelsea

Quella di ieri sera contro il Portogallo è stata senza dubbio, la più brutta prestazione della nuova Italia di Antonio Conte. La Nazionale dell’ex tecnico juventino infatti, perde meritatamente la sfida contro i lusitani al termine di un match pressoché anonimo e che la condanna a fare gli straordinari durante le qualificazioni a Russia 2018 (l’Italia non sarà testa di serie,ndr). In Federcalcio si cerca di minimizzare sull’accaduto, dando la colpa alla stanchezza e ad un calendario da sempre infelice per quanto concerne gli impegni di qualsiasi rappresentativa.

Bilancio

Nel suo primo anno di lavoro, il Commissario Tecnico ha dimostrato di voler dare a tutti la possibilità di una convocazione in Nazionale. A Coverciano si sono viste molte facce nuove da quanto Conte ha sostituito Cesare Prandelli, ovvero dallo scorso agosto. Conte ha inoltre dimostrato di avere molto coraggio nelle scelte e, soprattutto, di non guardare in faccia nessuno al momento delle convocazioni. Secondo il cittì, “la maglia dell’Italia va conquistata soltanto con il lavoro e con il sudore”: questo diktat ha portato (e porterà aggiungiamo,ndr) a diversi, eccellenti tagli. Il più chiacchierato è stato sicuramente quello di Mario Balotelli, protagonista a Liverpool più della cronaca rosa che di quella sportiva. L’aria che si respira al centro sportivo della Nazionale poi, è totalmente diversa rispetto a quella più rilassata e decisamente social che ha caratterizzato la precedente gestione: insomma, meno selfie e più ripetute.

balotelli-florida

Cosa manca

Il reparto offensivo è quello più in crisi. All’Italia manca un bomber, un trascinatore, un ariete in grado rianimare uno degli attacchi meno prolifici d’Europa. In fondo, basta andare a spulciare nella classifica marcatori per rendersi conto che la situazione non è delle migliori: a parte Luca Toni, autentico highlander dell’area di rigore con le sue 38 (trentotto!) primavere, i nostri attaccanti sembrano essere timidi sotto porta. Manolo Gabbiadini, Domenico Berardi e Simone Zaza sono al momento i tre elementi più interessanti sui quali Conte deve lavorare per rianimare un reparto in crisi. Discorso diverso per Ciro Immobile, reduce da una stagione opaca al Borussia Dortmund: l’attaccante napoletano ha avuto un sacco di problemi in Bundesliga e un suo eventuale ritorno in Serie A, verrebbe ben accolto anche dal cittì.

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